Chi siamo?

 

Benvenuto!

 

Siamo cristiani che hanno ricevuto misericordia da Dio, riconciliandoci con Sé per mezzo di Gesù Cristo, ricevendo l'accesso per sola grazia, a diventare eredi del suo regno mediante la sola fede in Cristo Gesù. 

 

La nostra fede è radicata negli insegnamenti Biblici così come ci sono stati trasmessi fin dal principio dal Signore Gesù. Ci definiamo Riformati perché crediamo nelle dottrine che furono ristabilite dalla Riforma Protestante del 1517 dove Dio si usò di RiformatoriPuritani per affermare la sana dottrina ormai deviata da un cristianesimo nominale che assunse aspetti formali, tradizionali e ipocriti.

 

I nostri princìpi sono legati al contributo della Riforma Protestante.

Il contributo della Riforma

 

La Riforma ha permesso di ritrovare, sulla base della Parola di Dio, l'essenziale dottrina cristiana una volta per tutte, per non essere nuovamente trascinati negli abusi del cattolicesimo Romano e nelle eresie pelagianearminiane - ariane - deistiche - sociniane o  entusiastiche (quanti pretendono di essere ispirati dallo Spirito Santo proprio come i profeti dell’Antico Testamento).

 

Iniziata da Martin Lutero, il protestantesimo fu soprannominato con il termine luteranesimo per indicare la prima confessione cristiana protestante nata dopo l’affissione delle sue 95 tesi nel 1517 alla porta della chiesa del castello (Schlosskirche) di Wittenberg in Germania, in vista di una pubblica assemblea in cui avrebbe difeso e provato le proprie affermazioni. Nel 1521 Lutero fu convocato alla Dieta di Worms dove presentò la prima esposizione ufficiale dei princìpi del protestantesimo redatta nel 1530. Il testo integrale si divide in due parti: Articoli sulla fede e articoli sugli abusi. A fondamento del luteranesimo stanno (i 5 Sola della Riforma), cinque formule sintetiche in lingua latina, che riassumono, in modo espressivo e facile da rammentare, i punti fondamentali del pensiero teologico protestante. Si può dire che esse rappresentino il cuore stesso del protestantesimo, le sue colonne portanti.

 

I teologi ne raccolsero l'eredità e predicatori detti “Puritani” contribuirono alla formazione delle confessioni di fede Riformate che, sulla base della Scrittura, si affermano di stampo calvinista ponendo un'importante svolta contro le eresie arminiane con l'introduzione dei (5 punti del Calvinismo).

 

Nacquero così le prime Confessioni di fede Riformate, delle norme, che ci riportano alle origini del cristianesimo.

 

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Come siamo giunti alla Riforma?
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SOLUS CHRISTOS ovvero “solo Cristo”:

Solo Gesù è il Cristo la Parola fatta carne, il Messia, il Santo, l’Unico re di ogni creatura e della Chiesa, il vero Sommo Sacerdote e Profeta del Padre. Egli si è fatto uomo per sacrificarsi in croce al posto nostro, lavandoci dal peccato; Gesù è l’unico mediatore tra “Dio Padre” e l’uomo.  Nessun altro in cielo e sulla terra può rivendicare, rivestire imitare o detrarre questo ruolo o attributo senza diventare impostore o anticristo.

 

Riferimenti biblici: Matteo 24:5 e 34:24; Giovanni 1:14 e 14:6; Atti 4:12; Colossesi 1:15 e 2:9; 2°Tessalonicesi 2:3-4; 1°Timoteo 2:5; Ebrei 1:3; 1°Giovanni 2:18

 

SOLA SCRIPTURA ovvero “solo la Scrittura”:

La Sacra Scrittura, (la Bibbia) è Parola di Dio scritta, divinamente ispirata, verace, eterna, infallibile ed inerrante. Essa è l’unico mezzo che abbiamo per conoscere Dio, il Suo carattere, la Sua volontà, e la Sua opera per noi. Affermiamo che la Bibbia è il  fondamento della nostra esistenza poiché costituisce l’unica guida alla quale facciamo riferimento. L’autorità della Scrittura e quella del Suo autore, nessun uomo teologo, leder religioso o autorità ecclesiale, può equipararsi o sostituirsi ad essa ne in linea di principio ne di fatto.

Riferimenti Biblici: Salmo 119:105, 140,160; 1°Corinzi 2:13; Galati 1:6-9; 2°Timoteo 3:16; Ebrei 2:3; 2°Pietro 1:24; Apocalisse 1:1-3 e 22:18-19.

 

SOLA GRATIA ovvero “solo per grazia”:

Un decreto di morte e di eterna condanna pesa su ogni uomo per la gravità del proprio peccato, solo la Grazia di Dio può fermare il Suo giusto giudizio su di noi. La Sua Grazia non può essere acquistata dal peccatore per mezzo di opere o pratiche religiose ma  essa è dono di Cristo, che si è caricato sulla croce della nostra meritata condanna.

 

Riferimenti Biblici: Romani 1:18 / 3:9-23 / 4:4-5 / 5:15-16 / 6:23 e 11:6; Galati 2:21 e 5:4; Efesini 1:7 e 2:5-8; 2°Timoteo 1:9.

 

SOLA FIDE ovvero “solo per fede”:

Solamente per fede, e non per opere l’uomo peccatore può essere giustificato da Dio e ricevere salvezza. Si tratta della fede che proviene dall’udire la Parola di Dio, della fede in Cristo e della grazia alla quale abbiamo accesso solo per mezzo del Suo sangue sparso per noi; solamente questa fede può piacere a Dio quindi ogni altra fede è inganno, illusione, superstizione ed idolatria: solo la fede generata dalla Parola di Dio e dallo Spirito Santo può produrre una vita santa.

 

Riferimenti Biblici: Giovanni 20:31; Atti 10:43 e 26:18; Romani 3:24-27 / 4:5 / 5:1 e 10:17; Galati 2:16 e 3:8-24; Efesini 2.8-9 e 4:5; Filippesi 3:9.

 

SOLI DEO GLORIA ovvero “Gloria al solo Signore”:

L’unico degno di adorazione, gloria ed onore è l’Eterno Dio, nessun’altro al di fuori di Lui. Dio è somma autorità; dobbiamo vivere ed agire non per soddisfare personali gratificazioni ma unicamente per dare “Gloria al Nome Santo del Signore Gesù”. A Dio sia la Gloria in Eterno. Amen!

 

Riferimenti Biblici: 1°Cronache 29:11; Salmo 57:11; Isaia 42:8 / 66:2; Romani 16:27; 1° Corinzi 10:31; 1° Timoteo1:17; 1°Pietro 4:11; Apocalisse 4:11


 

Perché i cristiani hanno bisogno delle confessioni di fede

 

La ragione è semplice: ogni chiesa (anzi ogni cristiano) crede che la Bibbia abbia un'interpretazione, e la sua interpretazione costruisce il suo credo e la sua confessione di fede, siano essi in forma scritta o meno.

 

Ovviamente, quanti sostengono di non avere altro credo se non Cristo e nessun libro che non sia la Bibbia cercano di proteggere qualcosa d'importante e di biblico: la suprema autorità della Parola in materia di fede e di condotta cristiana. Essi hanno il giustificato timore di permettere alle idee e alle tradizioni non scritturali di contaminare la fede della chiesa. Nonostante queste buone intenzioni, ciò che si tenta di proteggere - l'autorità della Scrittura - possa essere meglio tutelato da chiari documenti confessionali, unitamente ad un solido governo ecclesiastico.

 

In realtà, è curioso che proprio coloro che non esprimono una confessione di fede in forma scritta corrono il rischio di elevare al disopra della Scrittura la loro tradizione fino a sottrarre quest'ultima al controllo della Scrittura stessa. Se una chiesa ha una confessione di fede che afferma di seguire una determinata dottrina, sappiamo che possiamo fare come i cristiani di Berea, ovvero confrontare questa posizione con la Scrittura per vedere se le cose stanno davvero così. Una chiesa che invece afferma di avere una posizione su una dottrina come si trova nella Bibbia, dice tutto e niente.

In breve, possiamo dire che credi e confessioni di fede costituiscono un elemento vitale per il mantenimento di una sana vita ecclesiastica come ci viene presentata dal Nuovo Testamento.

 

Ecco sette motivi per cui ogni chiesa dovrebbe possederli.

 

1. LE CONFESSIONI LIMITANO IL POTERE DELLA CHIESA

 

In un'epoca in cui le parole, specialmente quelle che rendono particolare onore alla verità, sono accusate di far parte di un progetto manipolativo, forse è illogico continuare a ritenere che le confessioni di fede servano a limitare il potere della chiesa. Ma se ci soffermiamo ancora a riflettere, possiamo vedere che è proprio questa la loro funzione. Un anziano esercita nella chiesa la propria autorità solamente sulle questioni definite nella confessione di fede. In questo senso, se qualcuno all'interno della comunità dichiara che la dottrina della Trinità è eretica o commette adulterio, gli anziani hanno il diritto e il dovere d'intervenire, poiché queste materie sono entrambe contenute nella Confessione di Fede. Ma se qualcuno decide di venire in chiesa con una giacca gialla o diviene vegetariano, gli anziani non hanno alcun diritto d'intervenire. Possono avere le proprie riserve sul corretto modo di vestirsi o chiedersi come si possa vivere senza un'occasionale bistecca, ma non è compito della chiesa occuparsi di questi argomenti. Per impedire che le chiese diventino delle sette è necessaria una chiara e pubblica dichiarazione su dove inizia e finisce l'autorità della chiesa assieme ad un esercizio trasparente di quest'ultima.

 

2. LE CONFESSIONI OFFRONO UN BREVE SUNTO DELLA FEDE

 

Se avete nella vostra libreria o in tasca una copia dei Westminster Standards, troverete in ogni sua pagina tante dottrine quante se ne possono trovare solo nella Bibbia. I volumi di teologia sembrano spesso enormi e minacciosi e pochi trovano il tempo per leggerli. Il Catechismo minore, invece, può essere messo in tasca, letto in pochi minuti e facilmente memorizzato. Esso racchiude un intero corso di teologia in forma facilmente digeribile. Naturalmente ci sono altri libri che trattano le stesse cose. Ma con una buona confessione di fede ed un buon catechismo la chiesa possiede un facile strumento per insegnare la verità alle persone.

Di fronte ad una semplice domanda, ad esempio: “Qual è lo scopo dell'uomo?”, sappiamo come rispondere con verità: «Lo scopo primario dell'uomo è glorificare Dio e gioire in lui per sempre».  Vale la pena studiare il Catechismo minore per diventare degli uomini di Dio. La ragione, ovviamente, sta nel fatto che il Catechismo minore è un'eccellente sintesi di tutta la rivelazione di Dio.

 

3. LE CONFESSIONI DI FEDE PERMETTONO DI DISTINGUERE I RUOLI DEI CONDUTTORI E DEI MEMBRI DI CHIESA

 

La quantità di conoscenza dottrinale richiesta per diventare membro di chiesa è oggetto di dibattito ai circoli riformati. Romani 10 indica che la barra del livello di conoscenza debba essere posizionata più verso il basso che verso l'alto dello spettro. Una confessione di fede associata ad uno spirito umile e disposto ad apprendere sono già abbastanza. Anche se alcuni possono dissentire dall'impostazione della barra bassa, tutti concordano sul fatto che ci debba essere una certa differenza tra il grado di conoscenza richiesto da un responsabile e quello richiesto da un novizio. Il punto di partenza della vita cristiana non dev'essere confuso con il punto di arrivo.

 

La vita cristiana comporta una crescita verso la maturità e un aspetto di questa crescita consiste nell'aumento della conoscenza. La confessione di fede della chiesa offre la mappa e la struttura a questa crescita. La chiesa priva di confessione di fede o con una stringata raccolta di lineamenti dottrinali ha lo svantaggio di non poter porre davanti alla gente nessuna visione biblicamente ambiziosa di una teologia cristiana matura.

 

4. LE CONFESSIONI SOTTOLINEANO CIÒ CHE CONTA DAVVERO

 

Si potrebbe esprimere questo punto in termini negativi, senza una confessione di fede, è impossibile discernere ciò che sia di grande importanza. Questo è uno dei motivi per cui le confessioni devono essere abbastanza elaborate. Se una chiesa possiede una confessione di di soli dieci punti, il problema che gli anziani potrebbero affrontare sarebbe quello di convincere i membri di chiesa che esiste anche un undicesimo punto di grande importanza. Se questo punto non si trova nella confessione di fede, allora la chiesa deve lasciare libertà di coscienza. Se la confessione di fede non fa riferimento al battesimo e quindi permette l'amministrazione del battesimo a battisti e pedobattisti, il battesimo diventa allora un argomento irrilevante. Lo stesso dicasi di ogni dottrina, come quella della perseveranza, della santificazione o dell'escatologia. Se la chiesa non fa menzione di alcuna dottrine, questo significa che non ha una posizione ufficiale e le relega fra le materie di minore importanza.

 

Anche in questo caso, per tornare al primo punto: il neo-convertito o il nuovo membro, nel momento in cui si unisce alla chiesa non deve necessariamente saper discernere fra le cose di maggiore e di minore importanza. Una buona confessione di fede, ovvero una confessione di fede elaborata fornisce alla chiesa non solamente una grande mappa da seguire nel percorso di apprendimento, ma anche un'importante risorsa per insegnare ai credenti ciò che davvero ha importanza e perché.

 

5. LE CONFESSIONI RELATIVIZZANO IL PRESENTE E CI COLLEGANO AL PASSATO

 

Sappiamo tutti che il cristianesimo non si reinventa ogni domenica. Tutti noi poggiamo i piedi sulle basi gettate dai fratelli e sorelle in Cristo che ci hanno preceduto. A volte, però, siamo tentati di vivere come se questo non fosse vero. Ciò non fa meraviglia, poiché viviamo in un'epoca in cui i pregiudizi antistorici della cultura secolare sono sempre più forti e pervasivi. Oggi attorno a noi si punta verso il futuro come a ciò che veramente conta e si afferma che esso è infinitamente superiore del passato.

 

Il cristianesimo, al contrario, è una religione radicata nella storia. Esso è costituito dalle azioni che Dio compì nella storia e che ebbero il loro culmine in Cristo. Esso è giunto fino a noi mediante la fedele articolazione e conservazione del suo messaggio ad opera della chiesa di Dio attraverso i secoli. Qui siamo in presenza di qualcosa di assolutamente impopolare, che abbiamo costantemente bisogno di ricordare. È curioso, ma forse molti di coloro che proclamano che il loro unico credo è la Bibbia non stanno facendo altro che riflettere lo spirito della nostra epoca con tutto il suo trionfalismo antistorico.

 

In questo contesto, l'uso di credi e confessioni di fede è uno strumento che ci collega al passato e ci consente di identificarci con la chiesa delle epoche precedenti alla nostra e quindi di relativizzare il nostro valore nel grande schema della storia. La recita degli antichi credi durante il servizio di culto è una dimostrazione pratica di questa verità. Un'altra è data dalla sottoscrizione dei documenti confessionali storici, espressione della fedeltà dottrinale delle guide della comunità, e degli obiettivi educativi per i suoi membri.

 

6. LE CONFESSIONI RIVELANO LA SOSTANZA DELLA NOSTRA ADORAZIONE

 

Il grido d'adorazione della chiesa antica, "Gesù è il Signore!", e l'unione delle parole Padre, Figlio e Spirito Santo della formula battesimale puntavano ad una formulazione teologica molto più profonda. Queste espressioni hanno fornito il contesto alle discussioni che sarebbero sfociate nel Credo Niceno e di Calcedonia. La tradizione teologica della chiesa inizia con la riflessione sui significati dei suoi atti liturgici.

 

Per due millenni, il culto della chiesa - ovvero la confessione che Gesù è il Signore e che la salvezza è opera del Dio trino, Padre, Figlio e Spirito - non ha subìto modifiche sostanziali e le nostre confessioni di fede espongono il contenuto di queste affermazioni. In questo senso, non dobbiamo pensare che le confessioni di fede e le dottrine che esse espongono siano contrarie all'adorazione vibrante. Le confessioni di fede, però, non sostituiscono un'adorazione vibrante e non la garantiscono, così come l'esistenza di un codice giuridico non garantisce l'esistenza di una società civile. Eppure le confessioni di fede costituiscono il prerequisito per un culto vibrante e razionale. Inoltre, esse danno un senso alle cose che facciamo come cristiani durante la nostra adorazione.

 

Questa funzione delle confessioni di fede potrebbe diventare sempre più importante col passare degli anni. Sempre più religioni si scontrano col cristianesimo e molte di queste usano il nostro stesso vocabolario. Diventa quindi sempre più importante sapere quali parole usare ed il significato da attribuire ad esse. Il vostro caro vicino mormone potrebbe benissimo concordare con voi sul fatto che Gesù è il Signore. Egli può altresì cantare gli stessi inni nel suo servizio di culto. È perciò necessario comprendere quello che la vostra chiesa vuole dire quando afferma che "Gesù è il Signore" o quando amministra il battesimo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Sono le confessioni di fede che, più di ogni altra cosa, aiutano a scoprire il senso delle cose.

 

7. LE CONFESSIONI DI FEDE RISPONDONO AL VITALE DISEGNO CHE PAOLO AVEVA PER LA CHIESA POST-APOSTOLICA

 

Quando Paolo scrisse dal carcere al suo discepolo Timoteo, la sua mente era rivolta al modo in cui la chiesa avrebbe dovuto essere governata una volta che lui e gli altri apostoli sarebbero usciti di scena. La risposta di Paolo a questo interrogativo aveva due componenti: la chiesa è una struttura, il cui governo dev'essere posto nelle mani di uomini comuni ma fedeli e deve avere come modello delle sane parole. Senza struttura, la chiesa non avrebbe leadership; senza un modello di sane parole, essa verrebbe sballottata da tutte le mode teologiche, perdendo il contatto col passato e con le altre congregazioni contemporanee. Un modello di sane parole, cioè una confessione di fede, è indispensabile per mantenere la continuità con gli apostoli e con altri cristiani nel presente. Questa è la funzione che le nostre confessioni assolvono oggi, esse ci uniscono ai fratelli e alle sorelle fedeli del passato e del presente.

 

 

L'affermazione "Nessun credo se non Cristo e nessun libro se non la Bibbia" ha un suono che può apparire spirituale e biblico, tuttavia essere grati per questi documenti, e cercare di dimostrare ai fratelli e alle sorelle che non si riconoscono in una confessione che esiste un modo migliore per preservare le cose a cui tutti i cristiani attribuiscono valore.

 

L'affermazione "Nessun credo se non Cristo e nessun libro se non la Bibbia" ha un suono che può apparire spirituale e biblico. Dobbiamo tuttavia essere grati per questi documenti, e cercare di dimostrare ai fratelli e alle sorelle che non si riconoscono in una confessione che esiste un modo migliore per preservare le cose a cui tutti i cristiani attribuiscono valore.



La nostra confessione di Fede